Bagno natalizio
Mi trovo, di tanto in tanto, ad impegnare la mente in strane conversazioni mentali: tutte modestia e pietà, il locus solito: la doccia bollente, quasi fantozziana e non profumata! (non amo le fragranze sintetiche e non mi va di spendere quindici euro per un sapone che posso profumare io con i miei flaconcini di olii essenziali profumati et curativi et alimentari che, ovvio, dimentico sempre di aggiungere al flaconcione di marsiglia vegetale).
Fatto strano, però, quando vado da mamma amo tuffarmi nel bagno caldo dei miei ricordi e ustionarmi rinvenendo nel brodo, appunto, quel piacere di bimba che ero ed il gusto del meditare sulle giornate, i rifiuti, le conquiste ed i miei primi amori.
Sì dalla mamma l'acqua è sempre profumata.
Da lei guardo le foto della famiglia, sistemo i libri con il mio piglio leggermente arcigno, noto che c'è un piacevole disordine che sa tanto di casa, quella di mamma e papà e osservo, quasi con stupore, che ora che non vi vivo più è proprio la mia casetta dolce casetta.
Ora che io sono madre e potrei mettermi maggiormente all'opera per la mia di casa mi ritrovo ad osservare la tana degli hobbit, come la chiamiamo scherzosamente, come se potesse darmi suggerimenti circa la cura e l'arredo, rimanendo ferma un poco inebetita.
Tanto maggiormente amo il superfluo, dai miei, tanto meno arricchisco di dettagli la nostra sobria casa.
Forse in questo intravedo la divisione della mia Psyche, non dico anima giacché mi percepisco unita, da poco tempo è vero perché essa alla fine è salda.
Forse sarà un ritratto del mio intelletto che fa i conti con Bafometto oppure è semplice gusto per le antitesi, anche banali, ma che trovano la loro giustapposizione e sintesi, oltre che forza dialettica, in una dolce retorica della mia esistenza.
Percé se da un versante sono sociopatica ed incline alla contemplazione dall'altro amo l'eccesso ed essere istrionica.
In mezzo lo Stige.
Sorrido, però, leggendomi e penso di aver fatto progressi, lo dirò all'analista....e perdono perdono e odio odio.