Nomina sunt consequentia rerum: Veronica - Stefano

Pubblicato il da verisimiglianze di Veronica Zizzari Harrach

C'era una volta una bimba allegra, pasticciona e, a dire dei parenti, pacata.

 

Gli anni dell'adolescenza, burrascosi, tra Mozart, Dante e musica oi, poi la conversione nel 1999.

 

Mi hanno detto, almeno due persone, che la mia vita è stata  talmente piena di colpi di scena che, se non fosse stata tale, non mi si sarebbe potuta cucire addosso: rifilo le parole perché non le ricordo esattamente.

 

Ordine, rigore e molta disciplina.

 

Dieci anni, forse meno, ora dico dolcemente, alla ricerca della brezza del mattino, della voce dolce dello Sposo, fidanzata, eterna fidanzata ma mai sposa di un uomo che divenne mio Maestro in libertà e virtù.

Poi la nebbia, il vuoto, il vortice, la depressione, magma, fuoco, gelo.

 

Io avevo Dio, il mio caro Dio e lo ho di nuovo messo in croce, o meglio, Egli ha caricato su di sé la colpa della mia infedeltà.

 

Amore terreno - Stefano - Amore divino - Gesù.

Lotta interiore -  lotta dilaniante.

Il solstizio d'estate del 2009 scelgo la via dell'esilio e non chiedo neanche al Padre i beni del secondogenito.

 

 

Rifiuto delle illuminazioni e amore del sé. Dio ritorna a me e sono madre e sono moglie ed ho nuovamente il cibo del figlio e non del servo.

Una grande pace, ora la vita, il tempo, le scelte "umane", il sentirsi antica perchè non attuale eppure trovare nel moderno la cifra della durabilità.

L'odioso Gramsci diceva nei suoi stitici quadernetti che ogni uomo ritiene che la propria vita sia eccezionale, fuori dalla norma, tutti mitomani. Può esser anche vero così, nel rinunciare alla fama di sé, irriducibilmente, si scorge la pace del saggio.

Credo che egli si sia abbagliato in una simile affermazione, anche gli asini possono dire qualche cosa di sensato pur non volendo!

L'Arte spira dove vuole ed è Spirito.

Amo la sobrietà altomedievale eppure gioisco e godo nell'ammirare il gotico artificio architettonico, scultoreo, pittorico. Non comprendo: devo abbandonarmi al lusso dell'ignoranza, successivo sarà lo studio che  riempirà, per capacità del mio intelletto, la base dell'abisso, solamente per non sprofondare e per vivere.

Ildegarda, Radegonda, Francesco e Chiara? follia divina.

 

Auguro un Santo Natale a voi, nel Tempo, il Nostro tempo.

 

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