Cara Maria Teresa

Pubblicato il da verisimiglianze di Veronica Zizzari Harrach

ho rubato copia di un' immagine che ti ritrae giovinetta ed in cui, fatto strabiliante, siamo gemelle per tratti, portamento e piglio.

Vorrei ricordarti che presso la corte, prima che tu nascessi, vi era, in qualità di consigliere intimo, un mio antenato, il bel Conte Harrach.

Sarà dunque vero che il tuo papà, buonanima, che si diceva fosse rimasto sprovvisto dell'uso o, per meglio dire, della buona riuscita dei gioielli più preziosi della corona durante una battuta di caccia, sia stato regalmente tradito dalla zelante Maria Cristina?

Sicuramente nelle mie vene scorre sangue aristocratico, lo so, lo sappiamo, come so anche che dell'oggi amo la democratica e non nego oclocratica farsa sì sciatta ma pur se retoricamente egalitaria preservatrice di uno SPIRITO che ci vede uomini, esseri umani.

 

Trovo ripugnante saper sfruttar male, per incapacità di volontà, di giudizio o di esercizio della virtù, i propri talenti.

 

Mi trovo sempre ammutolita, e forse ringrazio Dio per questo elemento che mi rende simile alle persone più semplici ea modo, incapace di rendere in dialettica conversazione o anche in monologo questo pensiero tanto vago quanto pregnante e profondo.

L'aristocrazia che si sposa con il libero arbitrio in sobrietà e serena umiltà e magnanimità, un po' folle audace e intollerante io ma  sempre orientata verso la vita, unico vero faro nella notte dei relativismi imbellettati od ostentati come organica deformazione di senso e non senso.

 

Che il Signore ci guidi a noi viventi, cara Maria Teresa. in queste tenebre ora che più che mai, come ogni anima  credo abbia pensato almeno una volta nella propria vita: essere strumenti di pace e di vita ad ogni costo, eroi ed eroine: martiri della virtù nel rispetto della vita.

 

Con la povertà della parola e affidandomi allo Spirito di Colui che ci ha creati Vi saluto, vicini e lontani, ed anche te, lontana amica, con il cuore pregno dell'amore e della fiducia che mio figlio ha posto nel mio cuore scacciando, così,  le tenebre della precaria e stanca e mortifera inettitudine.

 

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