nuove percezioni

Pubblicato il da verisimiglianze di Veronica Zizzari Harrach

Sulla scia del precedente articolo mi ritengo più che libera di scrivere come ad un simil amico.

Non che abbia mai veramente contato sull'uso di un diario, dato che nulla mi sfugge delle mie percezioni, ma tento lo stesso.

 

 

Nella mia soggettività, serena e pacifica, Nietzche, il dionisiaco epifanicamente manifestato in PERICULUM FACERE attraverso l'apollineo, Locki incatenato, accecato dall'umore maligno, mentre la consorte è intenta a svuotare il contenuto del catino carico di mefitico liquido ed il Re Nemorense: accomunati da un fato in cui la vita appare, davvero, tanto dura.

L'uno un dio l'altro un mortale e la percezione frammentaria, eppure, il tentativo di costruire o almeno di vedere una Storia, dall'antico richiamo all'etimologia del termine che conserva un relitto circa la caratteristica dell'evento storico dell'essere-testimone-oculare.

L'occhio, la vista, Edipo ma per me ancor più l'Ippolito (velato).

 

Le viscere che pensano ed il cervello che patisce.

 

Eppure è il cuore il centro perché è la misericordia che tutto ricuce.

 

 

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